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Around Richard, un po' di storia

 Punti di interesse Around Richard Punti di interesse Around Richard

L’area che adesso vogliamo abbracciare come Around Richard ha radici antichissime nella storia della città e ancor prima del territorio. Sembra, senza fare riferimento ai primi nuclei umani che paiono risalire addirittura a un insediamento preistorico di cui si sono trovate tracce, che la zona accanto alla chiesa di San Cristoforo fosse già un luogo abitato e percorso da acque molto prima dell’avvento dei canali voluti nel 1300 e successivamente affidati al genio di Leonardo da Vinci.

Corsi d’acqua bagnavano già le attuali sponde, al punto che la zona era stata dedicata al culto di Ercole raffigurato nell’atto di guadare un fiume con in braccio un giovinetto che diventava via via più pesante affinché il semidio si rendesse conto delle sue debolezze (da qui la trasposizione cristiana da quel mito all’attuale San Cristoforo, rappresentato con il Bambino Gesù in braccio). La zona che fiancheggia le vie d’acqua venne successivamente destinata a luogo di cura (ospizi e lazzaretti) e preghiera (numerosi conventi, di cui ancora adesso è possibile ammirare piccole porzioni andando a scovarle nei cortili come nel caso di via Pestalozzi 10 o osservando alcuni fregi sui portoni, come nel caso di via Lodovico il Moro 13).

L’area attorno alla Chiesa di San Cristoforo è rimasta quasi immutata, da sempre racchiusa nella sua enclave naturale, delimitata dalla stazione di posta e cambio cavalli verso la città e dai campi coltivati (e successivamente dalla cintura di fornaci delle fabbriche di ceramica) verso la campagna. Come fosse un borgo antico e lontano – nel tempo e nello spazio – rispetto alla metropoli.

Un borgo di passaggio e di celebrazioni

Questo ‘borgo’ però, in epoca medioevale prima e rinascimentale poi, ha conosciuto la gloria in quanto luogo di passaggio e visita obbligati nelle cerimonie e negli spostamenti di re, imperatori, signori di Milano. Tutto questo perché San Cristoforo era una delle chiese più importanti, se non la più importante. Al punto che si dice che proprio qui Leonardo da Vinci abbia ricevuto la proprietà di tre bocche (aree sorgive e sbocchi di acqua) del Naviglio. Così come per tradizione qui terminavano i passi del Cammino di Santiago e dei pellegrinaggi per ricevere la testimonianza di averli compiuti.

Matrimoni di corte e accoglienza dei sovrani prima dell’ingresso a Milano avvenivano qui, tra feste e fasti.

E che dire del trasporto dei marmi di Candoglia e di Viggiù per la costruzione del Duomo, con la nascita dell’espressione ‘a ufo’ per definire chi utilizza un servizio senza pagare (proprio perché così avveniva per chi passava diretto al centro portando i pesanti carichi sulla propria imbarcazione – Ad Usum Fabrica Opera– infatti) In seguito le luci delle Signorie e dei ringraziamenti per lo scampato pericolo della Peste si spensero e l’area attraversò la storia rimanendo sempre silenzioso testimone di tutto ciò che passava dalle sue sponde prima di entrare in Milano.

La rivoluzione industriale e artistica

Con l’avvento dell’epoca industriale, tutta la zona brulicava di fabbriche e soprattutto di fornaci, lavanderie e molti mestieri che non si esercitavano in città come spazzacamino o fabbro. Poi, come tutte le zone caratteristiche e ricche di tradizioni di Milano, conobbe un periodo legato alla ‘mala’; quella di Porta Cicca, non certo quella feroce di altre realtà criminali; In sostanza, la vita della zona trascorse nella quotidianità dei quartieri popolari in bilico tra la campagna e la città, tra il passato e la modernità, tra la tradizione e il futuro.

Oggi è la volta della riconversione in zona di tendenza con l’avvento di un tessuto dapprima lavorativo poi abitativo orientato alle nuove professioni, al design, ai settori emergenti, alla sperimentazione tecnologica, alla moda, all’entertainment del benessere, dello sport d’acqua e di terra, ai loft e ai cortili amanti del verde,etc.. Molti i personaggi legati a questa zona. Senza citare Alda Merini e Leonardo da Vinci, tantissimi amanti della milanesità sono passati da San Cristoforo e dintorni (Enzo Jannacci, che si è sposato qui. Paolo Rossi che ha abitato a lungo proprio accanto al Giardino Nascosto di via Brugnatelli).

La zona ha ispirato anche la letteratura gialla, come quella di Rosa Teruzzi (La fioraia del Giambellino,edita da Sonzogno) che ambienta qui tutti i suoi romanzi e tanti artisti e persone più o meno celebri che hanno legato la loro storia personale a questi luoghi e li hanno portati in giro per il mondo, come i vetri di Sabino Ventura, per fare solo un esempio.

Da non perdere

 Punti di interesse Around Richard

Il territorio Around Richard è situato in una delle aree più fertili, a sud-ovest della metropoli, dove i ‘confini porosi’ accompagnano e mescolano città e campagna. La presenza, da sempre, dell’acqua ha fatto sì che si sviluppassero orti, giardini, parchi agricoli e coltivazioni che hanno reso la zona uno dei siti più popolati da specie vegetali e animali. L’attuale mercato agricolo dei Navigli (ogni sabato nell’area del Bobino in Alzaia Naviglio Grande) ne è la prova più concreta: frutta, verdura, formaggi, salumi, alimentari rigorosamente a km zero, provenienti dalle aree limitrofe che si affacciano sul Naviglio.Alberi da frutto e vecchie essenze botaniche si scoprono negli orti, curiosando nei cortili delle case che costeggiano le due rive e sorprendentemente allo stato selvatico lungo le rive del Naviglio Grande, mentre attraversando i compound dei nuovi insediamenti post-industriali di tendenza, si apprezzano i giardini creati dai nuovi garden designer, nel rispetto della tradizione del luogo che con la sua orizzontalità favorisce nuovi spazi verdi privati e pubblici mentre nelle zone ancora dismesse (per poco) emozionano le fioriture di papaveri, gialli topinambur e malvoni viola.

Fauna domestica e selvatica

Per quanto riguarda la fauna, l’Associazione sta avviando una ricerca volta a conoscere e monitorare il numero di animali da compagnia presenti in zona. Cani, gatti, conigli, pappagalli e ogni specie domestica che vive insieme alla popolazione umana.E’ molto ricca anche la fauna presente a livello naturale e libero: pesci, piccoli mammiferi, volatili, insetti e piccoli rettili.

Sulle rive e nel Naviglio, troviamo anatre e germani, gabbiani, passerotti, insieme ad altre specie come cince, pettirossi, merli, perfino una coppia di ballerine gialle, gufi, pipistrelli etc. Le rondini rustiche fanno il nido persino negli androni dei palazzi, dove è possibile seguire tutte le fasi della loro permanenza in città: dall’arrivo, alla costruzione del nido, alla cova, fino alla crescita dei rondinini e alle prime lezioni di volo.

Anche per le anatre si può assistere all’arrivo degli anatroccoli, guidati dalla mamma, a spasso per il Naviglio Grande e a lezione di nuoto, di ricerca del cibo, e di gara con gli equipaggi dei canottieri esaltando il patto di amicizia tra gli abitanti animali del luogo e quelli umani.

E’ vero, ci sono anche le nutrie e qualche topo, ma la vicinanza con la natura richiede sempre un piccolo prezzo.Tra gli insetti, le api (sulle numerose specie di alberi e cespugli fioriti), ragni e molte farfalle e, fino a poco tempo fa, le lucciole nella zona dei binari della ferrovia. Anche le zanzare (ma a Milano, dove non ci sono?) -anche se le rondini e i numerosi gechi presenti contribuiscono molto alla loro diminuzione.

Insieme ai papaveri e alla tipica flora di campo non mancano le cicale – nelle estati calde – e ovviamente i grilli, dei quali è possibile vedere la schiusa delle uova sui muri delle antiche fornaci, ora ingressi di eleganti loft.

Immagini da catturare

La magia del luogo nasce dalla sua atmosfera, dalla sua luce, da una storia remotissima fatta di vita quotidiana accanto a opere geniali e tranquillità monastica … dal lento fluire dell’acqua attraverso un territorio solo in apparenza appartato e lontano, in realtà cuore pulsante di attività, innovazioni, architetture e segni antichi e oggi di tendenza.

La zona Around Richard è perciò un susseguirsi di soggetti interessanti per chi desidera scoprire, fotografare, esplorare spazi dove si incrociano insediamenti post-industriali e quieti angoli che ci si aspetterebbe di vedere solo in una gita fuori porta.

Passeggiare

E’ quello che accade, per esempio, con il Giardino Nascosto di via Brugnatelli, incuneato tra lo scorrere dell’Olona e la ex Fabbrica delle bambole trasformata in condominio di tendenza.O alle cascine del ‘400 divenute conventi e successivamente accorpate in cittadelle industriali come in via Pestalozzi e via Morimondo. Più oltre, già in Barona, l’architettura spaziale dell’odierna Piazza delle Donne Partigiane si innalza in un quartiere caratterizzato dalla presenza di lavatoi antichi e lavanderie artigiane e industriali.

E poi ancora studi di artisti, architetti, fotografi, pittori, artigiani insediati dove un tempo c’erano le fabbriche e persino prima della guerra una sorta di Cinecittà; fornaci che ancora adesso ospitano laboratori e produzioni artistiche.

Contemplare

Chi desidera riflettere su un non-luogo può avventurarsi vicino al percorso della ferrovia e scoprire caselli a volte abbandonati, a volte ancora abitati o addirittura trasformati in studi professionali.

E chi cerca la Bellezza unita alla Storia può semplicemente fermarsi nella piazzetta della chiesa di San Cristoforo a guardare e fare un tuffo nel passato. Può fotografare ascoltando le campane ancora funzionanti,fare close-up fotografici o contemplare per puro piacere visivo gli alberi fioriti a primavera sul sagrato, meta costante di api e uccellini.

Fotografare

Chi capita "Around Richard” nelle ore del tramonto può assistere a uno spettacolo insolito per Milano. I colori caldi del sole si riflettono nel Naviglio e sulle facciate delle case. D’estate si possono ammirare i toni intensi; d’inverno e in primavera, le tinte accese del tramonto che nelle belle giornate trasformano il cielo in un palcoscenico rosso e indaco. A volte, nella stagione fredda, nebbia e fumo si levano sull’acqua del Naviglio, perché in fondo il fascino di Milano è anche quello delle atmosfere ovattate…

DA CITTADELLA INDUSTRIALE A ZONA LOFT, L'ANIMA DI AROUND RICHARD

 Punti di interesse Around Richard

Nell’area si intrecciano spazi, tradizioni, frammenti di storia, archeologia industriale, vita sportiva, storie quotidiane, linguaggi. Un territorio-laboratorio che ha conosciuto il passaggio della Storia ancora prima dell’arrivo delle Grandi Signorie (Sforza, Visconti), dell’ingegneria di Leonardo, del percorso dei marmi per la costruzione della Fabbrica del Duomo, la cattedrale infinita di Milano. Testimone e protagonista nei grandi momenti, dalle lotte per l’indipendenza alla resistenza partigiana. Custode silenziosa di giardini nascosti, di cascine che hanno resistito fino al terzo millennio, passando dai pittori bohemiens ai sofisticati tatuatori.

Spettatrice di una rivoluzione che dall’industria manifatturiera ha catapultato i suoi spazi nel futuro della creatività e dei servizi: un nuovo deal di Milano che affascina il mondo. La vita di un borgo che si è aperto, ma è rimasto quieto e geloso delle sue storie, dei suoi racconti. Che ha solamente socchiuso uno spiraglio sulla ricchezza dei suoi racconti, ricordi, spazi segreti di arte, teatro, trasformazione.

Un humus ricco di sfaccettature

E’ un luogo fertile, come le campagne che ancora sfiorano le sue propaggini. A volte ruvido e quasi ostile come le sue pietre sobbalzanti, ma pieno di energia che si riversa nel vivere quotidiano.

A volte non ci si accorge delle bellezze e dei particolari che con discrezione sanno animare la fantasia degli scrittori, accompagnare la creatività dei musicisti, assistere alla operosità delle fornaci, intrigare gli amanti delle storie noir, sussurrare i racconti di una ‘mala’ che agli occhi di oggi fa quasi tenerezza più che paura, accendere le energie dell’anima (antiche chiese accanto al tempio buddista; laboratori teatrali e università) e del corpo (con le Canottieri), vere e proprie scenografie di film dei primi del ‘900.

Sa conquistare i cuori degli sposi (il ponte di San Cristoforo è uno degli scenari più ambiti per le fotografie di matrimonio, così come da poco viene utilizzato anche il battello come location per il ricevimento di nozze). E ancora, è possibile rivedere i mestieri antichi, solo guardando le sponde con i lavatoi e i vari luoghi, come nell’area di piazzale Donne Partigiane, in cui si possono ancora leggere i grandi spazi adibiti a lavanderie come una volta.

Il gusto della sperimentazione, essenza di Milano.

E non è finita, tra gli anni ‘70 e gli anni ‘90 ci sono stati i grandi esperimenti urbani e sociali, come il quartiere Sant’Ambrogio e Sant’Ambrogio 2. O ancora, la Piazza Italia che con le sue strutture avveniristiche avrebbe dovuto essere il primo giornale digitael, con lo scorrere incessante di notizie su tutto il perimetro del tetto.

Dopo un periodo di abbandono - a cavallo tra l’inizio e la fine degli anni ‘90- dalle fabbriche e dai cortili, dal tessuto operaio e artigiano, si è passati a una riconversione veloce, costante ma discreta nei modi e nell’approccio fino alla grande trasformazione attuale. Showrooms e loft, laboratori creativi e spazi di design hanno riconvertito cascine, fabbriche, fornaci, capannoni, carrozzerie, stamperie, con uno straordinario esempio tipicamente milanese di capacità di adattamento della storia all’attualità.Solo poche realtà si sono sviluppate in verticale. Nella quasi totalità dei casi la dimensione orizzontale è stata piacevolmente salvaguardata.

Questa è una zona di ponti: come l’acqua che scorre ha saputo accogliere e mescolare tutto ciò che l’ha attraversata. Pronta a passare trasformandosi da una sponda all’altra, ma rimanendo sempre se stessa, anzi proprio utilizzando questa sua fluidità e versatilità per alimentare la sua energia, la sua estrosa capacità di rinnovarsi senza cambiare, di crescere senza riempirsi, di comunicare senza gridare, di essere se stessa offrendo talmente tante sfaccettature da sembrare sempre diversa.Forse la vera essenza di Milano sta proprio qui. E qui forse è sempre stata.