Loading...

Around Richard, un'area di rigenerazione urbana

Alt

L’area Around Richard presenta una caratteristica immediatamente riconoscibile: i suoi ponti. E’ compresa infatti simbolicamente tra i due ponti di ferro sul Naviglio Grande. All’altezza della chiesa di San Cristoforo, quello della ferrovia e, di fronte alla ex fabbrica Richard Ginori, quello mobile tinto in verde che negli anni in cui la fabbrica era operativa serviva a connettersi direttamente ai binari per tutte le operazioni di spedizione e di ricevimento delle materie prime necessarie alla produzione.

I potenziali confini possono allargarsi e comprendere da un lato il cavalcavia Milani (che unisce la zona di Santa Rita con l’area Via Brunelleschi-Lorenteggio prossimamente interessata dalla metro 4) e il nuovo ponte pedonale di via Lombardini, attorno al quale si stanno consolidando importanti realtà territoriali (per esempio Lombardini 22, una serie di iniziative teatrali e numerosi istituti scolastici).In mezzo, oltre a scorrere il fiume, ci sono altri ponti: il cavalcavia delle Milizie che si collega all’area Tortona/Savona, il ponte della Chiesa di San Cristoforo che unisce la Ripa di Porta Ticinese (qui già via Lodovico il Moro) con l’Alzaia Naviglio Grande. Da un lato la metropoli contemporanea, contrapposta alle rive storiche e più silenziose (simbolicamente, la campagna). La Chiesa di San Cristoforo, il passaggio a livello, la piazzetta alberata sembrano spuntare da un tempo sospeso e cristallizzato. Pronto ad accelerare immediatamente come si attraversa il ponte in direzione Ripa.

Al di qua, le canottieri San Cristoforo, Olona e Milano e una tra le più lunghe piste ciclabili a disposizione del bikers e un lungo percorso pedonale a disposizione di sportivi e runners. Insomma, da una sponda all’altra del Naviglio per unire mens sana a corpore sano senza trascurare lo spirito, vista la presenza dell’antica Chiesa.

Sport, artgianato e terziario a Milano sud sembrano unirsi tutti idealmentee attorno a queste sponde.

Più avanti verso il cavalcavia Milani, troviamo un altro ponte pedonale ad arco, con sponde in ferro, che unisce l’area della ex-Richard Ginori con la Canottieri Milano e le realtà presenti nei dintorni, tra le quali la fabbrica di caffè Haiti e la nuova ospitalità di Verso Verde, col raffinato ristorante, bistrot e alloggi destinati a bikers e turisti, con un’impronta fortemente ecologica e attenta alla sostenibilità.

320
Attività e negozi
98
Strade
30
Associazioni
8345
Persone

Da cittadella industriale a zona loft, un orizzonte orizzontale

AltAlt

Ma non solo i ponti sono la caratteristica più visibile dell’area. C’è anche il suo sviluppo orizzontale. Il cosiddetto skyline in questa zona non presenta i classici grattacieli milanesi (fatta eccezione per le tre torri di viale Richard e, in lontananza, per i palazzi costruiti in via Brunelleschi e ai confini con Corsico).

Qui le case e le strutture sono in maggioranza basse, con un massimo di tre-quattro piani e, come in ogni antico borgo che si rispetti, non superano in altezza il campanile della Chiesa di San Cristoforo che batte ancora le ore e suona autentiche campane all’inizio delle funzioni, contribuendo proprio col suono alla dimensione umana del territorio.

Ne risulta un’enclave raccolta tra i i ponti, che sembrano quasi segnare un confine di ingresso e di uscita, come fossero bastioni,ma più festosi di quelli di Orione del mitico ritrovato BladeRunner.

Orizzontali sono anche tutte le aree limitrofe, nate da ex fabbriche o da palazzi non più alti di quattro piani.

Per non parlare del Giardino Nascosto, nato sugli argini dell’Olona, là dove si immette nel Naviglio venendo da piazza Napoli e ora accurato gioiello botanico affidato al Comitato Ponti che ne ha curato il ritorno alla vita. Un’altra curiosità è la grande pianta di fico che tutti gli anni viene tagliata fino alle radici e puntualmente rinasce vigorosa a ogni primavera che si sviluppa nell’argine del Naviglio, all’altezza del colorificio L’Artiglio, una sorta di filastrocca sulla grande pianta di fico del Naviglio davanti all’Artiglio…

Poi ci sono i dintorni di via Malaga, con le caratteristiche costruzioni industriali e i cortili che si rincorrono aprendosi su realtà che sembrano fuori dal tempo e dallo spazio rispetto alla città circostante. Quella delle cittadelle industriali è un’altra caratteristica di questa zona dove “l’orizzonte è orizzontale” e l’occhio riesce a spaziare fino alla pianura, godendo infatti di luce e colori del cielo difficilmente visibili in città, specie al tramonto. Sono molte infatti le realtà di questo tipo, come per esempio via Pestalozzi 4 e Pestalozzi 10: piccole città dove si scopre un mondo fatto di capannoni, laboratori, loft, giardini, palazzine. O come la variegata realtà del compound Richard Morimondo 26, dove sorgeva la vecchia fabbrica di porcellane.

Poche strade e tantissimi agglomerati industriali o residenziali, cittadelle con una vita e una viabilità propria; un confluire di piccole vie tutte pronte a tuffarsi verso il percorso principale: la via d’acqua che funge da dorsale di tutta l’area e la strada carrozzabile le cui antiche pietre sopportano adesso il traffico e il peso di una viabilità intensa e forse poco attenta all’antico contesto.